Pubblicato il 7. maggio 2012 il Francesca

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Uno degli itinerari più belli e affascinanti al mondo è la tratta ferroviaria che collega Oslo a Bergen. Anche se in aereo si possono raggiungere le due città solamente in un’ora, vale sicuramente la pena di intraprendere questo viaggio in treno. Le 290 miglia di binari attraversano fiumi e montagne per un susseguirsi di paesaggi di rarissima bellezza. La famosa Ferrovia di Bergen raggiunge altitudini molto elevate dando in alcuni casi addirittura la sensazione di attraversare le nuvole. Il tratto più affascinante e che sicuramente rimarrà a lungo impresso nella memoria è il Hardangervidda, il più alto altopiano d’Europa, situato a 200 km a ovest di Oslo e a 175 km a est di Bergen. Il punto più alto della linea ferroviaria è invece Finse, a 1.222 metri sul livello del mare. La linea è molto usata sia d’inverno che d’estate e viene utilizzata non solo da turisti, ma anche da pendolari. Essa serve una serie di comprensori sciistici che si trovano lungo il percorso. La linea ferroviaria è stata aperta nel 1909 dopo 34 anni di lavori in cui è stata impiegata una forza lavoro di circa 15.000 uomini. Tutte le 182 gallerie dell’itinerario sono state scavate a mano. Nel 2009 la ferrovia ha celebrato i suoi 100 anni. Il tempo di percorrenza totale tra le due città dura sette ore.
La Norvegia ha una linea ferroviaria molto estesa che percorre in tutto ben 3.000 chilometri con un totale di 3.000 ponti e 775 gallerie. La maggior parte dei percorsi offrono una vista spettacolare su sobborghi, montagne, laghi e fiordi. Oltre alla linea più famosa, la Ferrovia di Bergen appunto, sono spettacolari anche le seguenti linee panoramiche: la ferrovia di Flam, la Ferrovia di Rauma, la Ferrovia del Nordland e la Ferrovia di Dovre.
7.maggio 2012
Pubblicato il 23. aprile 2012 il Antonio

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Ducatri Dream Tour, così si chiama la nuova proposta lanciata dalla Ducati rivolta ai fan del bicilindrico desmodromico. Chi sceglie di guidare Ducati normalmente non è un semplice motociclista, ma un vero e proprio appassionato del brand italiano, noto in tutto il mondo per la sua prestazione e per il design di chiara impronta italiana. La storia, il fascino e la filosofia di Ducati attirano molti motociclisti da tutto il mondo. L’azienda italiana, fondata nel 1926, ne è ben consapevole ed ha quindi deciso di realizzare questo tour dedicato agli amanti del mondo Ducati offrendo un pacchetto “all inclusive”: il Ducati Dream Tour.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta esattamente.
Il tour dura 3 giorni, dal venerdì alla domenica, e si svolge sulle strade più belle della terra dei motori, proprio dove l’azienda di Borgo Panigale collauda le uniche ed inconfondibili motociclette Ducati. Il tour inizia venerdì mattina con l’arrivo presso la sede Ducati. Al termine della registrazione e del pranzo, si ha l’occasione di fare una visita guidata nella fabbrica e nel Museo Ducati. La prima giornata nella sede si concluderà presso l’hotel “Monte del Re” di Dozza, dove si pernotterà anche la notte successiva. L’hotel meraviglioso, ricavato da un monastero del 13° secolo, sarà il punto di partenza per l’itinerario di sabato e anche di domenica. Sabato si attraverseranno insieme prima di tutto le colline e poi si percorrerà il mitico Passo della Futa, un valico dell’Appennino tosco-romagnolo amato dai motociclisti. Il tour di sabato sarà lungo complessivamente 270 chilometri. A pranzo si farà una sosta in un fantastico agriturismo situato lungo la strada. L’ultimo giorno del tour, la domenica, si arriverà in moto fino a Fanano. Il pranzo è previsto presso un bel ristorante dell’Appennino. Verso le ore 16 si rientrerà presso la sede Ducati, dove si riconsegneranno le moto e dove finirà questa splendida avventura da sogno.
23.aprile 2012
Pubblicato il 16. marzo 2012 il Francesca
L’Italia è un paese dalle mille meraviglie e mille sorprese. La fortuna per noi italiani consiste nella possibilità di ammirare paesaggi fantastici facendo pochissima strada. E quale mezzo si addice di più per ammirare le tante risorse del nostro paese se non la bicicletta? In un periodo poi dove l’argomento della mobilità sostenibile diviene sempre più attuale ed importante, questo favoloso mezzo di trasporto riesce ad unire l’utile al dilettevole.

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In questo articolo vi proponiamo un giro su due ruote nella bellissima terra Toscana. Il percorso unisce la bellezza dei paesaggi di una delle regioni più affascinanti della nostra terra con la visita di città storiche come Firenze, Certaldo, San Gimignano, Pienza, Siena e tante altre. Il cosiddetto Gran Giro di Toscana, lungo in tutto 290 km, parte dal centro del capoluogo toscano, la bella Firenze. Il primo percorso vi condurrà a Siena percorrendo le antiche strade che collegavano Firenze e Siena.
Lungo la strada scoprirete dei fantastici borghi medievali come San Gimignano e Monteriggioni e le affascinanti colline della val d’Elsa e del Chianti. Il viaggio proseguirà lungo il territorio delle crete Senesi raggiungendo poi la val d’Orcia, un territorio dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’U.N.E.S.C.O., che stupisce per via dei noti borghi arroccati, le distese di uliveti e vigneti e dagli eccellenti prodotti enogastronomici tipici della zona. Il percorso cicloturistico nella val d’Orcia permetterà di visitare gli straordinari paesi di Monticchiello, Pienza, San Quirico d’Orcia e Montalcino.
L’ultima tappa ci riporterà a Siena percorrendo strade secondarie poco trafficate.
In tutto il Gran Giro di Toscana dura cinque giorni ed è da consigliare a tutti gli amanti della natura e dei borghi medievali.
16.marzo 2012
Pubblicato il 20. febbraio 2012 il Leonardo
Uno dei viaggi più affascinanti per ricchezza di paesaggi, culture, tradizioni è sicuramente un viaggio con la Transiberiana. La ferrovia più lunga del mondo parte da Mosca fino ad arrivare a Pechino o da Mosca a Vladivostok, attraversa quindi tutta la Russia Asiatica, passando dalle regioni della Siberia e quelle dell’estremo oriente russo.

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La sua costruzione fu resa necessaria dalle difficoltà per il trasporto merci in direzione ovest verso est, con viaggi che duravano addirittura quattro mesi. Fu il 31 maggio del 1891 che venne inaugurato l’inizio della costruzione di questo ambizioso, quanto necessario progetto, alla presenza del futuro imperatore Nicola II.
La presentazione ufficiale avvenne durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e si indica il 1916 come anno di conclusione definitiva dei lavori. 9.000 km di ferrovia per un viaggio esaltante, non privo di difficoltà per chi decide di avventurarsi senza il supporto di un’agenzia che organizzi il tutto. Necessari sono infatti i vari visti, sia per la Russia, per la Mongolia e per la Cina, così come l’assicurazione sanitaria. Da non sottovalutare anche l’acquisto dei biglietti per il treno e le possibilità di pernottamento se si decide di fare tappa in qualche luogo. Affascinante perché nell’arco del viaggio si attraversano popoli differenti, lingue diverse, culture e cibi da scoprire.Importante da sapere è che nel viaggio dalla durata di una settimana si attraversano ben sette fusi orari.
Scegliendo il percorso che va a Pechino, il viaggiatore avrà la possibilità di ammirare tra le altre cose, il Lago Bailak, il lago più grande del mondo, il deserto dei Gobi e a Pechino ovviamente da non perdere la muraglia cinese. La Transiberiana offre inoltre varie opzioni di pernottamento, suddivisi in categorie con differenti standard di comfort.
20.febbraio 2012
Pubblicato il 3. febbraio 2012 il Leonardo
Per godere di paesaggi mozzafiato, vallate sconfinate e coste selvagge, consigliamo il tragitto che da Belfast va a Londonderry, a bordo della vostra auto km 0 o nuova che sia. L’importante in ogni caso è ricordare che nell’Irlanda del Nord vige la regola della guida a sinistra, come in tutti i Paesi anglosassoni.

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Dopo aver visitato la città di Belfast, s’imbocca la Causeway Coastal Route da cui ammirare il porto di Belfast, da cui il Titanic iniziò il suo tragico viaggio. Proseguendo si incontra la città di Carrickfergus, sempre sul litorale si affaccia la città di Kilroot, in cui l’autore de “I viaggi di Gulliver” Jonathan Swift svolse il suo mandato di pastore. Verso nord inizia lo spettacolo delle Glens of Antrim, in direzione Larne con le impetuose cascate. Le Glens sono vallate incontaminate, nove in tutta la contea settentrionale dell’Irlanda del Nord. Nel dettaglio le vallate riportano i seguenti nomi: la valle dell’esercito, la valle delle siepi, la valle del contadino, la valle di Edwardstown, la valle dei lumicini, la valle delle risate, la valle bruna, la valle dei falaschi, la valle di Taisie.
Dopo questo viaggio nell’area più verde e incontaminata, ci si può dirigere nuovamente verso la costa in direzione Ballycastle. Imperdibile è l’ebrezza del vuoto che il ponte di corde Carrick-a-Rede regalerà al viaggiatore più temerario; 24 metri d’altezza su un ponte traballante. Nel villaggio poco lontano di Bushmills ha la sede la distilleria di whiskey più antica del mondo e poco lontano si trovano le circa 40.000 colonne basaltiche che formano il Giant’s Causeway, ovvero il Selciato del Gigante. Un affioramento roccioso impressionante, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Lungo la costa incontrerete vivaci centri balneari, quali Portstewart e Ballymoney, sino a raggiungere il Tempio di Mussenden, ispirato al Tempio di Vesta della Villa Gregoriana a Tivoli che si affaccia sull’orlo del precipizio, a causa dell’erosione. Le suggestive coste e scogliere vi accompagneranno fino alla contea di Londonderry, di cui l’omonimo città è meta finale del vostro percorso, ricca di catelli e grotte artificiali.
3.febbraio 2012
Pubblicato il 22. gennaio 2012 il la redazione

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Quando si immagina l’Alaska, si pensa immediatamente a un panorama freddo e un paesaggio ricoperto di ghiacciai. Invece l’Alaska offre molto di più, una natura selvaggia e incontaminata. Per un viaggio in macchina non c’è meta più affascinante e sorprendente. L’Alaska infatti, al contrario di quanto si pensa comunemente, è una terra ricca di foreste, torrenti, specchi d’acqua, vallate, montagne e prati ricoperti di fiori colorati. Oltre alla flora fantastica, l’Alaska rappresenta un habitat ideale per diversi tipi di animali che altrove sono a rischio di estinzione. Gli incontri con orsi, alci, balene ed orche sono molto diffusi. Inoltre, a seconda della stagione, si possono avvistare diverse specie di uccelli come l’aquila calva e quella dorata, e poi anche orsi neri e grizzly, caribou, lupi e capre. Oltretutto si può praticare seawatching ammirando diverse specie di balene, foche e leoni marini. L’Alaska è lo Stato americano più grande di tutta la federazione degli Stati Uniti con un’estensione di 1.530.693 km².
Il viaggio che qui vi proponiamo parte da Anchorage ed è lungo 127 miglia, quindi 205 chilometri, attraversando la penisola di Kenai per giungere infine alla città marittima di Seward. Questo tragitto offre punti fantastici da dove praticare birdwatching. L’estate è indubbiamante il periodo migliore per intraprendere questo meraviglioso viaggio e percorrere la Seward Highway.
Se si vuole passare più tempo in Alaska, consigliamo una visita al Parco di Denali, uno dei luoghi più selvaggi al mondo. Si dovrà però abbandonare la propria macchina e lasciarsi guidare da visite specializzate in pullman o intraprendere un cammino a piedi. Il Parco ha un’estensione di 2,4 milioni di ettari e racchiude la vetta più alta dell’America settentrionale, il monte McKinley con i suoi 6.194 metri di altezza.
22.gennaio 2012
Pubblicato il 19. gennaio 2012 il la redazione
Un itinerario da percorrere possibilmente a cavallo di una potente Harley Davidson è la leggendaria Route 66. Generalmente si sceglie il tragitto che va da est verso ovest, quindi partendo da Chicago per arrivare a Los Angeles. Attenzione però, prima di avventurarvi sappiate che il percorso è lunghissimo, circa 4.000 km che in termini di tempo si traduce in circa due settimane di guida. E non pensate neanche di trovare indicazioni o cartelli attendibili; la famosa Route 66 infatti non viene segnalata sulle carte ufficiali ed è bene armarsi di cartine alternative o dedicate proprio a lei.

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È dal 1984 che la route 66 non compare più sulle carte ufficiali, fu solo con l’intervento dello stato dell’Arizona che un tratto di strada venne preservato, circa 150 km. Quella che un tempo fu la strada lungo la quale durante la Grande Depressione milioni di persone emigrarono in cerca di fortuna, sinonimo di libertà per appassionati di tutto il mondo, rivive oggi grazie ad associazioni che ne vogliono preservare la memoria. Se decidete di attraversare la California o l’Arizona sulla route 66 vi troverete molti di quei bar e di quei motel con le luci al neon, impresse nell’immaginario collettivo.
Attraversando la città di Flagstaff si raggiunge più a nord lo spettacolo meraviglioso del Grand Canyon e del fiume Colorado, si prosegue poi in direzione Williams percorrendo un tratto della route 66 rimasto praticamente intatto fino a raggiungere Las Vegas. Proseguendo verso Los Angeles si può decidere di deviare brevemente nel deserto Mojave e visitare la città fantasma Calico, altrimenti oltrepassare le montagne di San Bernardino e raggiungere così la città degli Angeli. È qui che la leggendaria route 66 sfocia nel viale di Santa Monica, lungo il quale sorgono Hollywood e Beverly Hills. Buon viaggio!
19.gennaio 2012
Pubblicato il 16. gennaio 2012 il la redazione

© Marc Xavier - Fotolia
La Provenza rappresenta una delle mete più amate dal turismo internazionale, grazie alla mitezza del suo clima, il fascino delle sue città come Marsiglia, Nizza e Cannes, la bellezza del suo litorale e l’alto livello gastronomico.
Anche per i motociclisti la regione situata nel sud-est della Francia offre un itinerario fantastico. Una delle mete motociclistiche più amate è l’entroterra della Provenza che regala un affascinante paesaggio tra borghi medievali e profonde gole che salgono verso gli ampi scenari delle Alpi Marittime. La strada da percorrere per i motociclisti è lunga 400 km e si snoda soprattutto su strade di montagna. Si parte da Nizza, facilmente raggiungibile dall’Italia con l’autostrada A10. Dopo una giornata passata al mare di Nizza ci si dirige verso l’entroterra percorrendo la N202, la Route des Grandes Alpes. Il tunnel naturale è scavato nella roccia e sbuca sulla vista mozzafiato degli strapiombi. Si continua il tragitto verso gli orizzonti di Valberg sulla D289 per raggiungere il paese di Giullaumes. Lì si consiglia di visitare il magnifico Castello della Reinne Jeanne.
Poi si prosegue per giungere alla prossima tappa, il borgo di Entrevaux, al quale si può accedere solo attraversando un ponte levatoio. Qui si abbandona la moto per fare una bellissima passeggiata per le strade della cittadina e per poi salire in cima dove troviamo un panorama mozzafiato che fa immediatamente dimenticare la fatica della salita. L’Entrevaux è un comune francese situato nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza e offre un fascino indimenticabile. Dopodiché si risale in sella per iniziare la Route Napoleon, il canyon delle Gorges du Verdon e la Corniche Sublime, un percorso emozionante e sorprendente per gli amanti delle due ruote. Infine si raggiunge Alguines e poi Grasse. L’ultimo percorso è per le Georges du Loup, che è a tratti a picco sul precipizio.
16.gennaio 2012
Pubblicato il 12. gennaio 2012 il la redazione
Gli Stati Uniti sono da sempre una meta molto ambita per i motociclisti. I meravigliosi panorami che si possono godere lungo le strade americane sono per qualsiasi motociclista che ha trascorso una vacanza qui indimenticabili. Le strade più conosciute e particolari vengono chiamate “scenic byways”.
Una leggenda della storia americana è la mitica U.S. Highway 163, meglio conosciuta come Navajo Road, che parte da Bluff in Utah e arriva a Keyenta in Arizona e percorre 60 miglia. Una vera e propria “dramatic view” che offre un panorama mozzafiato passando per il territorio navajo e la Monument Valley. Calcoliamo più o meno una giornata per questo tragitto facendo anche deviazioni per la Valley of Gods, Muley Point e Goosenecks SP, un viaggio che non vi dimenticherete mai.

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Lasciata la I-191, si imbocca la Highway 163 ed il viaggiatore sulle due ruote ha subito l’impressione di trovarsi in un western di John Ford: poca vegetazione verde, rocce rossastre e un cielo blu. Questo scenario western dura 16 miglia per poi girare a destra e arrivare a Valley of Gods, percorrendo una strada lunga 17 miglia. Lo scenario che ci viene presentato ricorda molto la più famosa Monument Valley. Questa zona è però meno popolata e riesce a trasmettere una pace interiore e profonda.
Dopo aver percorso Muley Point, Goosenecks SP, si giunge infine alla Monument Valley, un’icona degli Stati Uniti occidentali. La zona appartiene alla Navajo Nation Reservation ed è un Tribal Park con ingresso a pagamento. Il pianoro desertico è di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona. Gli indiani navajo si occupano della gestione del parco e alcuni vivono ancora all’interno del Monument Valley. Con un po’ di discrezione sarà addirittura possibile scambiare con loro qualche impressione.
12.gennaio 2012
Pubblicato il 6. gennaio 2012 il Leonardo
Difficile non innamorarsi di questa meravigliosa terra. La regione offre ai suoi visitatori un paesaggio affascinante tra colline, montagne e mare. Il mezzo migliore per visitare il Friuli è indubbiamente la bicicletta. In una settimana si può conoscere pedalando questo meraviglioso territorio alla scoperta di dolci colline ricoperte dei migliori vitigni, riserve naturali, edifici e città storiche come Cividale, le Alpi carniche e Giulie, fiumi con acque chiarissime e spiagge irresistibili come quella di Grado. Incredibile come una regione possa disporre di tanta bellezza e fascino.

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Ecco il programma che consigliamo agli amanti della bicicletta in Friuli-Venezia-Giulia. Arrivati a Udine, dopo aver visitato il castello e aver fatto una passeggiata nel centro visitando alcuni dei bar storici, si sale in sella verso Cormons, il Collio, passando per Cividale. Cividale del Friuli è stata fondata da Giulio Cesare (da qui anche il nome Friuli-Venezia-Giulia della regione) intorno al 50 a.C. per difendere le strade di accesso ad Aquileia. Il secondo giorno si percorrono 60 km per raggiungere l’altra parte del Collio, le fortezze di Gorizia, Gradisca e Palmanova. Il terzo giorno si visita Aquileia e l’aerea naturalistica della foce dell’Isonzo. Dopodiché si pedala per 30 km arrivando all’altopiano carsico, il giardino botanico. Il quinto giorno si raggiunge finalmente il mare e percorrendo la costa si giunge a Grado, Muggia e la costa istriana. Noi consigliamo di visitare per bene Grado, un importante centro marino e termale, noto anche come l’Isola del Sole e per la sua particolare storia, la Prima Venezia. Il sesto giorno si dedica alla visita del castello di Miramare e Trieste ed infine, l’ultimo giorno, consigliamo di passarlo all’insegna del relax passando la serata in un buon ristorante di pesce e bevendo un buon vino bianco friulano.
6.gennaio 2012